ANELLI

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Oro e Preziosi

ANELLI

 

L'origine dell'anello è molto antica e risale all'età del bronzo. Già nella civiltà cretese-micenea divenne un oggetto prezioso e lavorato con accuratezza. Intorno al 1800 a.C. si diffuse l'uso dell'anello-sigillo di derivazione mesopotamica, come forma di sigillo per documenti, da cui deriverebbe il significato simbolico di autorità e autorevolezza che conservano ancora oggi quelli indossati da alti prelati.

La sua forma circolare che ricorda l'Uroboro, lo fa identificare come simbolo di eternità. Nell'antica Roma il diritto di adornarsi con anelli di ferro era inizialmente concesso ai soli sacerdoti di Giove. Con il passare del tempo, tale onore venne esteso anche a cavalieri e senatori che però utilizzavano anelli d'oro.

Fin dall'epoca romana venne utilizzato nei fidanzamenti e nei matrimoni come augurio di stabilità, col nome di vinculum e anulus pronubus, significato che si conservò intatto anche nelle epoche successive. Lo stesso valore di stabilità e di onore viene attribuito agli anelli utilizzati in araldica. Spezzare un anello, di conseguenza, ha il valore simbolico della rottura di un qualche giuramento o di preannuncio di disgrazia.

In un senso più limitato, l'anello è anche il simbolo della vita materiale e terrena, per questo ad esempio l'anello del Pescatore del pontefice, a partire dall'introduzione di Clemente IV nel 1265, viene rotto alla sua morte.

Un tempo alla morte di un congiunto, si usava sfilare gli anelli per permettere il suo distacco dalla terra. L'identificazione tra anello e vita, si ritrova anche nell'antica usanza cartaginese di consegnare ai loro comandanti tanti anelli quante erano le vittime inflitte al nemico.

Inoltre agli anelli, soprattutto se dotati di pietre preziose, si assegnavano virtù terapeutiche, poteri di protezione contro le malattie o al contrario maledizioni. Nelle leggende popolari e nelle favole, gli anelli forniscono poteri occulti e spesso soprannaturali a chi li porta.