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Cos'è un'onice?

L'onice è un calcedonio di quarzo, dalla grana finissima, presente in natura in due colorazioni: onice nero ed onice bianco.

Sebbene le due pietre abbiano lo stesso nome, la loro origine è completamente diversa: l'onice nero è di origine silicea ed è estremamente diffuso, in particolare in Sudamerica (Brasile e Argentina).

L'onice bianco appartiene alla stessa “famiglia” dell'alabastro, e presenta spesso striature grigie ed è molto diffuso in Africa e in Oriente. Ne esiste anche una varietà verde chiaro, estratta principalmente in Pakistan.

Molto amato e conosciuto presso i greci, l'onice fu da subito utilizzato per i cammei, per cui è particolarmente indicato; viene spesso adottato come pietra-sfondo per far meglio risaltare un'altra pietra, una figura, un carattere.

Si abbina particolarmente bene con l'oro bianco, giallo, la pietra di rocca o il rubino. L'onice fu utilizzato in modo intensivo soprattutto durante il periodo dell'Art Deco, a inizio secolo.

Il nome deriva dal termine greco onux, che significa “unghia”. Secondo la leggenda infatti Cupido, dispettoso dio della bellezza, tagliò le unghie di Venere, dea della bellezza, mentre dormiva, con una punta di freccia. Le unghie caddero a terra, su una spiaggia, dove le raccolsero le Parche che le tramutarono in pietra, affinché nessuna parte del corpo di una dea fosse destinata a deperire.

Per questo, probabilmente, fin da allora all'onice è stata associata la fertilità: si riteneva infatti che la pietra fosse un rimedio alla sterilità, e migliorasse le prestazioni sessuali.

Esistono anche altre varietà di onice, per esempio una bruno-rossiccia, conosciuta meglio col nome di Sardonice, molto apprezzata presso gli antichi romani, che la utilizzavano per realizzare sigilli, poiché non si attaccava mai alla cera bollente, segnando con perfezione la ceralacca.





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